RITO ABBREVIATO: QUANDO CONVIENE?

19.09.2021

Quando c'è da affrontare un processo penale è più che naturale chiedersi quale sia la strada migliore da intraprendere, quale sia, cioè, la scelta processuale più utile per portare a casa un risultato vantaggioso. Il rito abbreviato, nell'ambito di questi ragionamenti, potrebbe essere l'opzione migliore per talune situazioni e una strada non consigliata in altre situazioni. Di tutto questo parlerò in questo articolo (o, se preferisci, c'è anche il video a tua disposizione). Buona lettura (o buona visione). 

INDICE:

  1. Cosa è il rito abbreviato.
  2. Rito abbreviato: vantaggi e svantaggi.
  3. Quando conviene scegliere il rito abbreviato.
  4. Per quali reati viene più chiesto il rito abbreviato
  5. Il rito abbreviato condizionato.
  6. I tempi del rito abbreviato.
  7. Patteggiamento o rito abbreviato: differenze.
  8. Rito abbreviato o dibattimento?
  9. Quando non si può chiedere?
  10. Conclusioni.

1. Cosa è il rito abbreviato.

Quando scegli di farti giudicare con il rito abbreviato stai chiedendo al giudice di decidere la causa sulla base degli atti contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero.

Si tratta, così come lo definisce il nostro codice di procedura penale, di un rito alternativo. Ed in effetti, il giudizio abbreviato è una alternativa al processo vero e proprio che si svolge in aula con l'esame dei testimoni, dei consulenti, dei periti ecc...

Non a caso, il Giudice non dovrà sentire nessuno: l'unica persona che potrà essere ascolta dal Giudice sei tu, sempre che tu voglia sottoporti ad esame o rendere spontanee dichiarazioni.

Ed allora, il Pubblico Ministero consegnerà materialmente il suo fascicolo al Giudice che, sulla base di quel materiale, deciderà se sei colpevole o sei innocente.

2. Rito abbreviato: vantaggi e svantaggi.

A questo punto è più che normale se ti stai chiedendo quali possano essere i pro e i contro di questo rito alternativo.

Sicuramente, il vantaggio più importante risiede nello sconto di pena che si ottiene in caso di condanna. Il giudizio abbreviato è, di fatto, un rito premiale ed è premiale perché, siccome tu fai risparmiare del tempo alla giustizia, è previsto, per così dire, un "premio", cioè uno sconto di un terzo sulla condanna complessiva che il giudice vorrà applicarti.

Per esempio, se il giudice vuole darti una sanzione di 3 anni di reclusione, dovrà togliere un anno da quella sanzione ed applicarti la pena di 2 anni. A questo va aggiunto che con la riforma proposta dal Ministro Cartabia potrebbe ipotizzarsi un ulteriore sconto di un sesto se si sceglie di non fare appello contro l'eventuale sentenza di condanna.

Altro vantaggio, tutt'altro che scontato, del rito abbreviato, è che, siccome non è prevista la fase del dibattimento, il procedimento verrà risolto in una sola udienza, nella maggior parte dei casi (a meno che non si tratta di processi con tantissimi imputati e per particolari categorie di reati, come l'associazione per delinquere di stampo mafioso, o associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti). Quindi, una sola udienza e sarà tutto finito.

E invece, lo svantaggio più immediato è legato al fatto che ti troverai al confronto con un giudice che leggerà, nella maggior parte dei casi, i soli atti raccolti dal Pubblico Ministero: chiaramente, quegli atti in qualche modo non sono (quasi mai) a tuo favore.

3. Quando conviene scegliere il rito abbreviato.

Arrivati a questo punto della disamina, occorre capire in concreto quando scegliere il rito abbreviato potrebbe essere una scelta con un senso. Io parto sempre da un presupposto e di questo parlo sempre ai miei clienti: scegliere questo o quel percorso dipende innanzitutto da quello che è l'impianto accusatorio, cioè da quelli che sono gli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. Se quelle carte  distruggono ogni possibilità di assoluzione e, cosa più importante, non abbiamo argomenti contrari da proporre o testimonianza utili da portare nel dibattimento, a quel punto, il rito abbreviato potrebbe essere una scelta tra le migliori possibili.

Altro caso in cui può essere preferibile optare per questo giudizio alternativo è quello in cui l'eventuale testimonianza in dibattimento potrebbe portare ad un aggravamento del quadro disegnato nella fase delle indagini preliminari.

Considera per esempio un caso di maltrattamenti in famiglia nato da una querela in cui vengono raccontati alcuni episodi e ne vengono, al contempo, tralasciati altri (perché, magari, la persona offesa quando va a sporgere querela ne dimentica qualcuno). Fare il dibattimento significherebbe consentire alla persona offesa di ampliare il tema dei maltrattamenti, riempiendo ulteriormente di elementi il quadro accusatorio e questa è una cosa che certamente non fa bene quando il giudice dovrà prendere una decisione o scegliere la pena da applicare.

Ed ancora, potrebbe essere opportuno optare per il giudizio abbreviato quando il Pubblico Ministero ha intenzione di portare avanti un processo nonostante dagli atti emerga pacificamente la tua innocenza.

Certo, tu ti chiederai: ma come è possibile che vuole processare nonostante gli atti dicono il contrario?

Purtroppo capita. Le ragioni possono essere molteplici (e tutte sbagliate) e non credo sia opportuno approfondirle in questo momento, però capita.

In ogni caso, quando succede questo, il rito abbreviato è un'ottima soluzione per definire il procedimento penale nato a tuo carico.

4. Per quali reati viene più chiesto il rito abbreviato?

Generalmente, i reati per i quali viene maggiormente chiesto il rito abbreviato sono quelli connessi alle violenze di genere e, quindi, maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale ecc...

Soprattutto, però, le statistiche dicono che molti di più sono i casi di abbreviato per reati di mafia o comunque reati connessi a quelli di mafia: si pensi, per esempio, ai reati di droga o di estorsione.

Perché in questi casi spesso la scelta ricade sull'abbreviato? Perché, seguendo le linee guida che abbiamo visto al punto n. 3, spesso in questi processi il dibattimento riesce ad offrire pochi spunti in più rispetto a quanto è già stato cristallizzato nella fase delle indagini preliminari. E di fronte alla impossibilità di portare nel processo elementi di difesa, forti o comunque in grado di scardinare l'impianto accusatorio, la scelta volge giocoforza su questo rito alternativo.

Questo, sia chiaro, non significa che per i reati che ho menzionato il rito abbreviato sia l'unica scelta possibile, ma solo che, il più delle volte, è più utile questa strada processuale.

5. Il rito abbreviato condizionato

Finora abbiamo detto - e ne siamo convinti - che il rito abbreviato si svolga "allo stato degli atti", cioè senza alcuna attività istruttoria. Non a caso, in precedenza, ho detto che con il rito abbreviato, al più, se vorrai, potrai essere ascoltato soltanto tu ma non saranno sentiti altri testimoni o consulenti o periti.

E questa è una cosa verissima: d'altra parte, si tratta di un rito deflattivo (cioè, consente di ridurre i tempi della giustizia, favorendo di diminuire il carico di lavoro dei giudici in maniera più rapida rispetto ad un processo dibattimentale).

Tuttavia, esistono alcune situazioni in cui pur volendo accedere al rito abbreviato e quindi ottenere i benefici (ma anche concedere alla giustizia i medesimi benefici) del rito abbreviato, non si può (né si vuole) rinunciare ad una integrazione probatoria.

Se per esempio nel corso delle indagini non viene sentita una persona che è testimone di un passaggio cruciale di una determinata vicenda e la cui dichiarazione è fondamentale per l'esito del processo, può domandarsi al giudice di <<condizionare>> l'abbreviato all'esame proprio di questo testimone (ed è per questo che si definisce "abbreviato condizionato".

Il Giudice, dal canto suo, non sarà tenuto sempre ad accettare la tua condizione ma lo farà solo quando riterrà che la prova risulta essere in astratto necessaria ai fini della decisione e che comunque non faccia perdere il carattere di rito deflattivo al procedimento (e cioè, non trasformi l'abbreviato in un dibattimento).

6. I tempi del rito abbreviato.

Con il giudizio abbreviato - lo abbiamo già visto - i tempi sono assai ridotti (d'altra parte, si definisce <<abbreviato>> perché abbrevi i tempi del processo.

Tendenzialmente i tempi sono abbastanza stretti: nel giro di qualche mese viene fissata l'udienza ed in quel giorno in linea astratta il processo potrebbe anche concludersi.

Ovvio: i tempi non possono essere calcolati con estrema precisione: molto dipende da circostanze concrete, dai tribunali, dai giudici ma anche (ed in special mondo) dal tipo di processo che si sta celebrando.

In processi per associazione di stampo mafioso, per esempio, nei quali sono coinvolti spesso numerosi imputati, spesso i tempi si allungano (ed anche di molto), rimanendo, in ogni caso, più rapidi rispetto alla celebrazione del dibattimento.

7. Rito abbreviato e patteggiamento: differenze.

Spesso mi viene chiesta la differenza tra questi due diversi modi di definire il procedimento.

Comincio con il ribadire una verità fondamentale: con l'abbreviato, a differenza del patteggiamento, non ci si sta "arrendendo" al cospetto delle accuse. Non si sta dicendo al giudice: <<ok, sono colpevole, condannami>>.

Con il patteggiamento, infatti, fatto salvo per ipotesi straordinarie, l'esito sarà sempre una condanna, mentre con il rito abbreviato, è apertissima la strada per una assoluzione.

A differenza del patteggiamento, poi, con il giudizio abbreviato non scegli tu la pena nel caso di condanna: sarà il giudice a farlo e, come abbiamo visto, a quella pena dovrà detrarre un terzo per applicare la pena che risulta da quel calcolo matematico.

Patteggiamento ed abbreviato, quindi, sono due riti completamente diversi e che rispondono a strategie ed obiettivi processuali molto diversi tra loro.

8. Abbreviato e dibattimento.

A questo punto della disamina, dovresti aver compreso che la scelta tra la strada dibattimentale e quella dell'abbreviato dipende da:

  • La possibilità di introdurre temi ulteriori in sede dibattimentale;
  • La probabilità che nel corso del dibattimento possano emergere circostanze ulteriori e sfavorevoli per te che sei imputato.

E queste ovviamente sono solo alcune considerazioni che devono essere fatte per scegliere con serenità l'una o l'altra strada processuale.

9. Quando non si può chiedere il rito abbreviato?

A seguito della riforma del processo penale attuata con la Legge n. 33 del 12/04/2019 è preclusa la strada dell'abbreviato ai reati punti con l'ergastolo. 

La scelta, che è stata criticata tantissimo soprattutto dagli addetti ai lavori, nonostante le resistenze è passata ed oggi è parte integrante del nostro sistema penale. 

Qualcuno ha sollevato anche dubbi di costituzionalità sul punto ed in effetti la corte costituzionale con la sentenza n. 260/2020 ha chiarito che il Parlamento rispetto a questa preclusione ha operato legittimamente ed ha stabilito che non c'è alcuna incostituzionalità. Sul punto, precisamente, già nel comunicato stampa diffuso è stato detto che: <<le finalità perseguite dal legislatore nell'escludere il rito abbreviato per gli imputati di reati punibili con l'ergastolo "possono essere o meno condivise; ma né le finalità in sé né i mezzi individuati dal legislatore per raggiungerle appaiono a questa Corte connotabili in termini di manifesta irragionevolezza o arbitrarietà>>.

9. Conclusioni.

Bene, con questo abbiamo concluso il nostro viaggio alla scoperta del rito abbreviato. Spero di esser riuscito a chiarirti qualche dubbio o perplessità.

Però se hai ancora dei passaggi che non ti sono chiari o se magari vuoi farti assistere da me in un procedimento penale, puoi contattarmi usando questi contatti oppure chiamandomi al numero che vedi qui in basso.

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