RIABILITAZIONE PENALE: CANCELLARE I PRECEDENTI (O, QUANTOMENO, I SUOI EFFETTI)

15.11.2020

Sarebbe davvero bello se, con un colpo di spugna, si potessero cancellare i propri errori, specialmente se questi errori si sono tradotti in condanne penali e periodi di detenzione più o meno lunghi. Una soluzione c'è e si chiama riabilitazione. 

SOMMARIO:

  • Cosa è la riabilitazione penale?
  • Come si ottiene la riabilitazione penale?
  • Quali sono le condizioni affinché possa essere concessa?

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Cosa è la riabilitazione penale?

La riabilitazione è un istituto di diritto penale che serve ad estinguere le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna.

Quando si commette un reato e si viene condannati, al di là del dato materiale della condanna (pena detentiva e pena pecuniaria) ci sono determinate altre conseguenze che incidono sulla vita delle persone

Si pensi, per esempio, ad una condanna per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e la preclusione consequenziale di entrare nelle graduatorie per l'accesso a determinati lavori o professioni

Ho ricevuto molte persone che ambivano ad un lavoro all'interno delle scuole nella qualità di personale ATA e che, tuttavia, non potevano partecipare ai relativi bandi giacché gravati da condanne preclusive.

La riabilitazione penale consente di ovviare a questo inconveniente. Per poterla ottenere, naturalmente, vi sono alcuni requisiti che vedremo nei prossimi paragrafi.

Come si ottiene la riabilitazione penale?

Per ottenere la riabilitazione penale ci sono dei passaggi che devono essere necessariamente compiuti, per evitare di trovarsi in una situazione di stallo.

Per prima cosa, occorrerà richiedere alla Procura della Repubblica un certificato del Casellario Giudiziale o una visura, così da avere contezza di tutti i precedenti penali. Si individuerà, in questo modo, la sentenza (o le sentenze) per le quali si vuol chiedere la riabilitazione, così da poterne estrarre una copia in tribunale ed individuare anche le persone che sono risultate danneggiate dal reato commesso.

Altro passaggio importantissimo è la richiesta all'Ufficio Spese di Giustizia per individuare le somme da corrispondere all'erario in ragione della condanna subita.

Fatti questi semplicissimi passaggi sarà poi necessario scrivere un'istanza al Tribunale di Sorveglianza, che è l'autorità giudiziaria competente ad emettere il provvedimento di riabilitazione penale.

Quali sono le condizioni affinché possa essere concessa la riabilitazione penale?

1) PENA INTERAMENTE ESPIATA O IN ALTRI MODI ESTINTA

Il presupposto indefettibile per potere ottenere la riabilitazione penale è che la pena sia stata completamente espiata o che sia stata in altri modi estinta.

E cosa significa questo?

Beh, è molto semplice:

  • Pena interamente espiata: il condannato avrà scontato tutta la sua pena, nelle modalità che la legge lo consente (carcere, detenzione domiciliare, affidamento in prova, ecc...);
  • La pena si sia estinta in altri modo: esistono nel nostro ordinamento diversi modi in cui si può estinguere una pena. Nella maggior parte dei casi, ciò accade per decorso del tempo, indulto o la grazia concessa dal Presidente della Repubblica.

Questo presupposto, insomma, si giustifica, fondamentalmente, con la natura e le funzioni dell'istituto della riabilitazione penale: può essere riabilitato solo chi, attraverso l'espiazione della pena (o la sua estinzione) abbia realmente compreso il disvalore delle condotte che lo hanno portato alla sua condanna.
E non a caso, non è sufficiente che il condannato abbia pagato il conto con la giustizia, perché è necessario che si dia prova effettiva e costanti di una buona condotta.

2) IL DECORSO DEL TEMPO

Altro presupposto fondamentale perché possa essere concessa la riabilitazione è che sia trascorso un lasso di tempo sufficiente dalla espiazione della pena (o dalla sua estinzione). 

Nello specifico, il codice penale dispone che:

  • siano trascorsi almeno tre anni dall'espiazione della pena o dalla sua estinzione;
  • nel caso di condanna con recidiva, che siano trascorsi almeno otto anni dal medesimo termine; 
  • Il termine è di dieci anni se si tratta di delinquenti abituali, professionali o per tendenza e decorre dal giorno in cui sia stato revocato l'ordine di assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro

Il decorso del tempo incide in maniera diversa però laddove sia stata concessa la sospensione condizionale della pena. In questi casi 

  • Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi dell'articolo 163, primo, secondo e terzo comma, il termine di cui al primo comma decorre dallo stesso momento dal quale decorre il termine di sospensione della pena;
  • Qualora sia stata concessa la sospensione condizionale della pena ai sensi del quarto comma dell'articolo 163, la riabilitazione è concessa allo scadere del termine di un anno di cui al medesimo quarto comma, purché sussistano le altre condizioni previste dal presente articolo

3) NON DEVONO ESSERE STATA APPLICATE MISURE DI SICUREZZA

Anche in questo caso, ai fini della concedibilità della riabilitazione, entriamo nell'ambito del "buon senso". E' espressamente previsto, infatti, che la riabilitazione non possa essere concessa a chi sia stato sottoposto a misura di sicurezza (a meno che non si tratti dell'espulsione dello straniero dallo Stato Italiano o la confisca) e questa non sia stata revocata.

4) PAGAMENTO DELLE OBBLIGAZIONI CIVILI DERIVANTI DAL REATO

Quando nel paragrafo precedente ho detto che era necessario estrarre copia della sentenza di condanna per la quale si ambisce ad ottenere la riabilitazione penale, ho riferito che ciò era necessario anche per individuare le persone che eventualmente avessero subito dei danni a causa di quel reato.

Questo passaggio è fondamentale poiché, per ottenere la riabilitazione, occorrerà risarcire il danno a queste persone ed occorrerà farlo per intero.

Si pensi, per esempio, ai casi di furto o di rapina: in situazioni come queste, per poter ottenere la riabilitazione penale, sarà necessario offrire alle persone danneggiate dalla condotta delittuosa un congruo risarcimento del danno, che tenga conto non soltanto dei danni materiali (e cioè il valore dei beni sottratti) ma anche di quelli "non patrimoniali" (danni "morali").

Ed ancora, nel paragrafo precedente ho riferito della necessità di comprendere, presso l'Ufficio Spese di Giustizia, se vi fossero pendenze con l'erario in relazione alla sentenza di condanna per cui si vuol richiedere la riabilitazione penale. 

E ciò perché, tra le "obbligazioni civili derivanti dal reato" sono ricomprese anche le spese di giustizia non ancora versate allo Stato.

E a questo punto qualcuno dirà: "ma come? Io non ho soldi, non navigo nell'oro. Non posso ottenere la riabilitazione?"

Beh, anche in questo caso una possibilità c'è. 

Occorrerà però dare dimostrazione della impossibilità di adempiere alla prestazione risarcitoria.

E come si fa?

Sarà necessario produrre documentazione contabile e patrimoniale dalla quale si evinca lo stato di indigenza o povertà nel quale si versa e, se ciò verrà valutato positivamente dal Tribunale di Sorveglianza, non si terrà conto dell'adempimento degli obblighi pecuniari nei confronti dello Stato e delle persone danneggiate dal reato.

Vuoi sapere se puoi ottenere la riabilitazione o hai bisogno di altre informazioni di natura penalistica? 

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