COVID- 19: COSA RISCHIA CHI ESCE SENZA UN VALIDO MOTIVO.

22.03.2020

Reclusione fino a 5 anni, arresto, ammenda: queste sono le sanzioni previste per chi dovesse violare la quarantena in maniera arbitraria e non giustificata.

Il novero dei reati presi in considerazione da questo articolo non vuole essere esaustivo, ma consente comunque di avere un'idea complessiva dei rischi che corre chi dovesse uscire di casa senza avere una reale necessità.

Ho già fatto un video in tal senso, affrontando il tema solo con riferimento al reato previsto dall'art. 650 del codice penale (e lo trovi qui, in basso), ma oggi ho intenzione di evidenziare anche gli altri possibili reati che rischia di commettere chi contravviene alle norme di contrasto al Coronavirus.

In questo video viene affrontato solo il tema legato all'art. 650 del codice penale. Per gli altri reati, continua a leggere l'articolo.

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LE DENUNCE AI CONTRAVVENTORI FATTE SINORA DALLE AUTORITA'

Oltre 2.100 denunce sono state elevate a carico di cittadini che sono usciti dalla quarantena senza una reale necessità, così violando il DPCM dell'8 marzo scorso (e le sue successive integrazioni).
Uno scenario davvero impressionante, che si connette in maniera lampante al tema dell'informazione scadente, frammentaria, poco chiara ed a volte sbagliata, ad opera non soltanto dei cosiddetti "tuttologi del Web", ma talvolta anche delle stesse autorità.
E' perciò più opportuno che mai informare e permettere a tutti di comprendere i rischi connessi alla violazione delle regole che sono state imposte dal Governo.

USCIRE SENZA NECESSITA': ARTICOLO 650  DEL CODICE PENALE

Il primo dei reati che merita menzione è quello previsto dall'art. 650 c.p., perché tratta proprio della "inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità"

La norma in esame dispone che "chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206".

Il Governo, con il DPCM dell'8 marzo ha imposto a tutti i cittadini, per contrastare la diffusione ulteriore del virus Covid-19 (e quindi per ragioni di sicurezza pubblica) di rimanere in casa e di uscire esclusivamente in caso di necessità, per motivi di lavoro o di salute.

Si tratta senz'altro di un'ordine imposto per ragioni di tutela della collettività e della sicurezza pubblica: pertanto se si esce senza un giustificato motivo, le conseguenze saranno:

  • 1) Un processo penale a tutti gli effetti (con tutte le ovvie conseguenze in termini economici: spese del processo, costi da sostenere per l'avvocato);
  • 2) la condanna PENALE ad un'ammenda o all'arresto;
  • 3) una macchia sulla fedina penale.

E' necessario, infine, ricordare che la condanna per reati come quello in esame (aventi natura contravvenzionale) la legge prevede anche delle particolari pene accessorie, che sono sensibilmente gravose per chi le subisce. Mi riferisco a:

  • 1) sospensione dall'esercizio di una professione o di un'arte (art. 35 c.p.);
  • 2) sospensione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese (art. 35-bis c.p.).

DICHIARARE IL FALSO NELL'AUTOCERTIFICAZIONE: ART. 483 C.P.

Gli organi preposti al controllo dell'osservanza delle disposizioni ministeriali faranno delle accurate verifiche rispetto alle necessità che saranno dichiarate nel modulo di autocertificazione.

Delle 2.100 denunce sinora poste in essere nei confronti di chi si era allontanato senza una reale necessità, una buona parte ha avuto ad oggetto anche l'ulteriore contestazione del reato previsto dall'art. 483 del Codice Penale, che prevede proprio la specifica ipotesi di reato di chi dichiari il falso in una autocertificazione.

Alcune persone, infatti, hanno provato a giustificare la propria presenza in strada adducendo giustificazioni false e pretestuose, prontamente smentite dalle indagini di polizia giudiziaria.

Ebbene, l'art. 483 del Codice Penale punisce con la reclusione fino a due anni la condotta di chi attesta falsamente al pubblico ufficiale, in un atto pubblico, fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità.

Quindi, se nell'autocertificazione dichiari di star andando a fare la spesa, mentre, in realtà, stai facendo solo una passeggiata per sgranchirti le gambe o per altre ragioni non giustificate, stai commettendo un reato molto grave.

Da un punto di vista giuridico, è un reato ancora più grave di quello previsto dall'art. 650 c.p.
E quindi, se esci senza avere un valido motivo e dichiari il falso nell'autocertificazione, ti verranno contestati ben due reati:

  1. Art 650 c.p. (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro)
  2. Art. 483 c.p. (reclusione fino a due anni).

REATO DI "EPIDEMIA COLPOSA" PREVISTO DAGLI ARTT. 452 E 438 DEL CODICE PENALE.

Questo è il caso dei soggetti cosiddetti asintomatici, cioè di quelle persone che, pur avendo inglobato il virus, non manifestano alcun sintomo esterno che possa far pensare che siano state contagiate.
Per questi soggetti le sanzioni sono ancora più gravi, laddove, violando le norme del DPCM, escano dalla propria abitazione senza alcun giustificato motivo.

Ed infatti, l'art. 452 (in combinato disposto con l'art. 438 c.p.) punisce con la pena da 1 a 5 anni di reclusione chiunque, per colpa (cioè, non avendo consapevolezza di essere stato contagiato e quindi di mettere in pericolo gli altri), cagioni un'epidemia.

A questo proposito, va segnalato che siamo in una situazione di emergenza straordinaria ed il terreno (giuridico) sul quale ci stiamo muovendo non vede precedenti giuridici di rilievo o, comunque, paragonabili alle ipotesi che potrebbero generarsi nel periodo che stiamo vivendo.

Ciò significa che l'interpretazione di queste norme e la loro successiva l'applicazione  non è connotata delle garanzie e dei paletti solitamente posti dalla Corte di Cassazione.

N.B.:

L'art. 438 c.p., preso singolarmente, punisce la condotta di chi volontariamente contagi altre persone.
Scelgo in maniera arbitraria di non affrontare questo reato perché mi repelle anche il solo pensiero che qualcuno possa andarsene in giro a contagiare altri volontariamente per il solo gusto di farlo.

COVID 19 E QUARANTENA: CONCLUSIONI

Reclusione fino a 5 anni, arresto, ammenda: queste sono le sanzioni previste per chi dovesse violare la quarantena in maniera arbitraria e non giustificata.

Il novero dei reati presi in considerazione da questo articolo, come detto in premessa, non vuole essere esaustivo, ma consente comunque di avere un'idea complessiva dei rischi che corre chi dovesse uscire di casa senza avere una reale necessità.

Non mi resta che augurare a tutti una buona giornata, invitando tutti a rimanere uniti.

E' un momento difficile per tutti.

Insieme ce la faremo.

Avv. Giuseppe Di Palo.