MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: DIFENDERSI DALLE FALSE ACCUSE

16.04.2022

Una falsa accusa per maltrattamenti in famiglia marchia per sempre la vita di una persona sottoposta ingiustamente a processo penale. Ma soprattutto, cosa più grave, è che le false accuse fanno perdere di credibilità tutte le altre persone che invece i maltrattamenti li hanno subiti davvero, rendono cioè meno serio e credibile chi è stato umiliato, picchiato, addirittura ucciso, a causa delle violenze fisiche e psichiche subite. Quelle vittime, ad ogni accusa falsa, vengono uccise una seconda volta, e poi una terza e poi una quarta... e così via.

PREMESSA

Quello dei maltrattamenti in famiglia è un reato serio e grave. Chi lo commette merita di essere punito.

Il problema, però, è accertare se chi viene accusato di maltrattamenti lo ha commesso davvero o se chi ha denunciato di aver subito violenze ha in realtà dato vita invece solo ad una enorme montatura.

E' di non poco rilievo questo aspetto, perché nei processi penali pendenti per questo reato, nella maggior parte dei casi, il giudice dovrà valutare solo le dichiarazioni della parte offesa e quelle dell'imputato: dunque, spesso e volentieri, è solo questo il materiale probatorio su cui dovranno confrontarsi le parti ed il giudice. Si tratta, a ben vedere, di una sfida sbilanciata perché le dichiarazioni della persona offesa godono di una credibilità presunta a differenza di quelle dell'imputato, poiché quest'ultimo, avendo anche la facoltà di mentire, viene considerato poco credibile a prescindere.

1. Cosa è il reato di maltrattamenti in famiglia?

Quando parliamo del reato di maltrattamenti in famiglia, spesso si pensa immediatamente a condotte violente di natura fisica. Tuttavia, per il codice penale non è necessario un atteggiamento violento di questo tipo.

Infatti è sufficiente che una persona ponga in essere una serie di comportamenti vessatori anche solo da un punto di vista psicologico, che siano idonei a rendere impossibile la vita di una persona che all'interno di una famiglia dovrebbe sentirsi, appunto, a casa.

Non a caso la violenza, nel reato di maltrattamenti, deve essere intesa come offesa alla dignità della persona.

Ti risparmio gli sproloqui da avvocato sul concetto di abitualità, di direzione della violenza ecc... qui ti basta sapere semplicemente due cose:

  1. Non è sufficiente un solo episodio di violenza, perché la condotta deve essere ripetuta nel tempo ed essere idonea a mortificare l'altra persona a renderla come un mero oggetto, messa in subordine, trattata quasi come l'ultima persona di questa terra;

  2. Non è necessario che tutte le singole condotte integrino ognuna un reato: anzi, si potrebbe configurare il reato di maltrattamenti in famiglia anche se nessuna delle azioni singolarmente presa sia un reato. Ciò che conta, come ti dicevo al punto n. 1, è che queste condotte lesive della dignità e dell'onore vengano costantemente ripetute per un arco di tempo più o meno lungo, in modo da rendere il contesto ed il clima familiare per la persona che le subisce mortificante e denigrante. 

2. LE FALSE ACCUSE DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA - Come riconoscerle

Prima ti ho detto che le parole di chi accusa nel processo penale godono di una fiducia privilegiata. Questo significa che ad un giudice, in teoria, per condannarti, non serve nient'altro che quelle dichiarazioni. Non serve cioè che ci siano altri elementi che supportino quelle accuse.

Per quanto ti possa sembrare assurdo, basta una denuncia, una dichiarazione resa in dibattimento e la condanna è bella e confezionata.

Questo ci porta ad un paradosso che, per quanto voglia essere negato, nella sostanza, in termini pratici, esiste e vegeta indisturbato nelle aule penali: non è più l'accusa che deve dimostrare la nostra colpevolezza, ma tu che devi dimostrare la tua innocenza.

Però (...e c'è un però), le dichiarazioni della persona offesa possono reggere un'accusa da sole quando siano coerenti, quando non siano contraddittorie e, per quello che ci interessa ai fini di questo articolo, quando non emergano negli atti del procedimento penale degli altri elementi che in qualche modo vadano in conflitto con i racconti del falso accusatore.

E perciò, ti accorgi della falsità delle accuse non soltanto per le eventuali prove che già possiedi (che possono essere di qualsiasi natura, audio, video, messaggi di testo o anche testimonianze) ma anche da una lettura di quanto è stato raccontato e descritto nella denuncia.

E quando ti accorgi di queste incongruenze, quel processo deve diventare un vero e proprio campo di battaglia.


3. DIFENDERSI DALLE FALSE ACCUSE DI MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA

Allora, per difendersi da queste false accuse nel processo occorre individuare e introdurre tutti gli elementi che siano in grado di scalfire pezzo dopo pezzo la versione che è stata costruita dall'accusa.

E come si fa?

Non è semplice, me ne rendo conto. Però dovranno essere individuate persone, testimoni, che siano in grado di riferire a proposito di alcuni episodi e che contraddicano la versione dei fatti resa dalla persona offesa; se ce ne sono, dovranno inoltre essere prodotti sms, screenshot di conversazioni whatsapp, audio, video, registrazioni di telefonate: tutto ciò che possa essere utile a scalfire e minare la credibilità della persona offesa.

Il processo deve diventare una guerra.

Perché mai, in nessun sistema penale, può e deve essere consentito che un innocente venga condannato per qualcosa che non ha fatto.

E perché la memoria delle VERE vittime di questi reati non deve essere sporcata e contaminata.

E per essere assolti, per evitare tutto questo, occorre smontare la credibilità dell'accusatore, prima ancora che l'accusa stessa.

Lo so, no è facile, è una battaglia impari, è come se tu avessi un coltellino in mano e dall'altro lato ci fosse un reggimento armato fino ai denti: però di fronte ad una battaglia del genere, non ci si può tirare indietro, non ci si può semplicemente arrendere ed attendere l'esito fatale.

Le strategie cambiano di volta in volta, le situazioni pur essendo molto simili tra loro, nel senso che i racconti sono quasi sempre gli stessi, si differenziano per dei piccolissimi particolari che però fanno tutta la differenza del mondo ed è su quella differenza che spesso occorre andare ad incidere.


Se a te è capitato o stai vivendo un incubo perché sei stato accusato falsamente, contattami cliccando sul pulsante che ti lascio qui in basso.