L'AFFIDAMENTO IN PROVA AL SERVIZIO SOCIALE

08.05.2021

Chi ha subito una condanna fino a quattro anni di reclusione può evitare di scontarla in carcere e di ottenere l'affidamento in prova al servizio sociale. Con questa misura alternativa, la pena sarà espiata fuori dal carcere, come se fosse un periodo di prova: a seguito di questo percorso, se valutato positivamente, il condannato avrà pagato il suo conto con la giustizia. Vediamo in concreto come funziona.

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INDICE

  • Affidamento in prova al servizio sociale: cos'è?
  • In cosa consiste l'affidamento in prova al servizio sociale?
  • Le preclusioni all'affidamento in prova al servizio sociale.
  • La sospensione, l'annullamento e la revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale.

  • Il buono ed il cattivo esito dell'affidamento in prova.


Affidamento in prova: cos'è?

L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa alla detenzione: alternativa perché il condannato potrà espiare all'esterno delle mura carcerarie la pena che gli è stata applicata. Si tratta di una misura ispirata alla rieducazione del reo, in presenza di condizioni favorevoli e di una pena detentiva da espiare al di sotto dei quattro anni.

In cosa consiste l'affidamento in prova al servizio sociale?

Essendo una misura alternativa finalizzata a favorire la rieducazione del colpevole, quando il tribunale accoglie la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale, applicherà delle prescrizioni che il condannato dovrà rispettare.

In buona sostanza, l'affidato in prova sarà formalmente libero, ma dovrà rispettare le regole che il Tribunale di Sorveglianza gli avrà imposto.

Queste regole, oltre a guardare finalisticamente alla rieducazione del colpevole, sono anche utili ad evitare una possibile condotta recidivante.

Ed infatti, il condannato:

  • sarà tenuto ad avere rapporti costanti con il servizio sociale;
  • Dovrà mantenere la propria abitazione nel luogo che avrà scelto e le eventuali variazioni dovranno essere comunicate alla UEPE ed al Magistrato di sorveglianza;
  • Potrà essere obbligato a non uscire dalla propria abitazione in determinate fasce orarie (tendenzialmente nelle ore serali e notturne)
  • Non potrà detenere armi o altri oggetti atti ad offendere;
  • Seguirà il programma indicato dal servizio sociale e concordato con UEPE;
  • Dovrà astenersi dal tenere contatti o frequentazioni con soggetti pregiudicati o assuntori di stupefacenti ecc..

Per il resto, il condannato potrà fare la sua vita come se fosse formalmente libero.

Le preclusioni all'affidamento in prova.

L'affidamento in prova è precluso quando la condanna, anche se inferiore ai quattro anni, è intervenuta per i cosiddetti "reati ostativi".

I reati ostativi sono reato ritenuti dall'ordinamento particolarmente allarmanti e sono elencati dall'art. 4 bis dell'ordinamento penitenziario: questi ultimi impediscono l'accesso alle misure alternative alla detenzione, compreso l'affidamento in prova al servizio sociale.

A titolo di esempio, sono considerati reati per i quali non si può ottenere l'affidamento in prova:

  • Associazione di tipo mafioso anche straniere;
  • Scambio elettorale politico-mafioso;
  • Qualsiasi reato commesso avvalendosi delle condizioni della associazioni mafiose oppure commesso per agevolare le detta associazioni.
  • Concussione;
  • Corruzione per l'esercizio della funzione;
  • Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio;
  • Induzione indebita a dare o promettere utilità;
  • Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio e pene per il corruttore;
  • Istigazione alla corruzione;
  • Peculato, concussione, induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e istigazione alla corruzione di membri delle Corti internazionali o degli organi delle Comunità europee.
  • Furto in abitazione;
  • Rapina aggravata;
  • Estorsione aggravata;
  • Sequestro di persona a scopo di estorsione.
  • Prostituzione minorile;
  • Pornografia minorile;
  • Violenza sessuale di gruppo;
  • Violenza sessuale;
  • Atti sessuali con minorenne;
  • Detenzione di materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto;
  • Adescamento di minorenni;
  • Corruzione di minorenne.

La sospensione, l'annullamento e la revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale.

L'affidamento in prova al servizio sociale può essere sospeso, annullato o revocato, a seconda dei casi.

Sono tutte misure applicate quando ci siano delle ragioni sopravvenute incompatibili con l'affidamento in prova.

La sospensione dell'affidamento in prova è disposta quando chi è sottoposto a questa misura assume dei comportamenti in violazione delle prescrizioni: in questo caso, il magistrato di sorveglianza ne dà comunicazione al Tribunale di Sorveglianza e, in attesa della pronuncia di quest'ultimo, può disporre con decreto motivato la provvisoria sospensione dell'affidamento in prova, ordinando l'accompagnamento in carcere. In questo caso, il Tribunale dovrà, entro trenta giorni dalla sospensione, decidere se vi sono i presupposti per la revoca o meno. Se non deciderà entro 30 giorni, la sospensione perde efficacia.

Qualora riterrà che la sospensione era fondata, emetterà la revoca dell'affidamento in prova: la revoca comporterà la permanenza del condannato in carcere e potrebbe addirittura comportare che il periodo trascorso in affidamento non venga computato ai fini dell'espiazione della pena.

Per comprenderci meglio: se dopo un anno in affidamento in prova commetto una violazione e l'affidamento viene revocato, quell'anno sarà come se non fosse mai stato espiato.

L'affidamento in prova può anche essere annullato: ciò accade quando il condannato subisce una ulteriore condanna successiva che determina un residuo di pena superiore a quella consentita per la misura: in questo caso, il PM informerà il Magistrato di sorveglianza e farà le proprie richieste.

A questo punto, il Magistrato di sorveglianza, se effettivamente il cumulo supera i quattro anni, disporrà l'accompagnamento del condannato in carcere. 

Il buono ed il cattivo esito dell'affidamento in prova.

Se l'esito dell'affidamento in prova sarà stato positivo e se cioè, la valutazione della condotta tenuta dal condannato avrà consentito di ritenerlo "rieducato", la pena sarà estinta e con essa ogni altro effetto penale, salvo le pene accessorie perpetua.

In particolari casi, e cioè quando il condannato si trovi in condizioni economiche disagiate, il tribunale di sorveglianza potrà dichiarare estinta anche la pena pecuniaria eventualmente applicata.

Viceversa, se l'esito dell'affidamento in prova dovesse essere risultato negativo, il Tribunale determinerà quanto ancora resta da espiare e la pena sarà eseguita in carcere. 

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