FURTO DI ENERGIA ELETTRICA: COME DIFENDERSI NEL PROCESSO PENALE

13.02.2021

Il furto di energia elettrica continua ad essere uno dei reati più comuni nel nostro Paese, soprattutto nel Sud Italia. In questo articolo (o, se vuoi, nel video allegato) vedremo cosa è il furto di energia elettrica, come si realizza il reato, quali sono le conseguenze per chi lo commette, quali pene sono previste e come difendersi nel processo penale.

SOMMARIO:

  • Che cosa è il furto di energia elettrica.
  • Quali sono le conseguenze del furto di energia elettrica.
  • Quali sono le pene per il furto di energia elettrica.
  • Come difendersi nel processo penale.
  • Le ultime sentenze della Corte di Cassazione sul furto di energia elettrica.

Che cosa è il furto di energia elettrica.

L'energia elettrica è considerata a tutti gli effetti un bene mobile: per questa ragione, chi la sottrae in maniera fraudolenta può subire un processo penale per il reato di furto aggravato.

Non a caso, il secondo comma dell'art. 624 del Codice Penale dispone espressamente che agli effetti della legge penale, si considera cosa mobile anche l'energia elettrica e ogni altra energia che abbia un valore economico. 

I modi più "comuni" attraverso i quali si realizza il furto di energia elettrica sono certamente quello dell'allaccio abusivo e quello della manomissione del contatore.

Nella realtà dei tribunali italiani, infatti, i casi più frequenti di furto di energia avvengono per:

  1. Allaccio abusivo diretto ai cavi della rete di distribuzione;
  2. Allaccio al cavo di alimentazione di un altro utente;
  3. Manomissione del contatore attraverso l'introduzione di mezzi fraudolenti (magneti, software o altro).


Quali sono le conseguenze del furto di energia elettrica.

Quando l'ente distributore si accorgerà dell'anomalia è possibile che la vicenda venga segnalata alla Procura della Repubblica che avvierà un procedimento penale per furto aggravato, in ragione degli articoli 624 e 625 del Codice Penale.

Manomettere il contatore o allacciarsi alla rete di distribuzione, infatti, configura una specifica aggravante che è quella dell'utilizzo di un mezzo fraudolento, previsto dall'art. 625 co. 2 c.p.

Questo determina, tra le altre cose, anche la procedibilità d'ufficio del procedimento penale: ciò vuol dire, da un lato, che non sarà necessaria una espressa denuncia di chi subisce il reato, dall'altro, anche se si risarcisce il danno alla persona offesa ed intervenga una remissione di querela, il procedimento penale andrà avanti ugualmente.

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐚? 

Chi commette il reato di furto di energia elettrica rischia una pena che parte da due anni e può arrivare fino a 6 anni di reclusione.

Ciò deriva dalla contestazione dell'aggravante prevista dall'art. 625 n. 2 che, come abbiamo visto in precedenza, è quella dell'utilizzo di un mezzo fraudolento per la sottrazione dell'energia.

𝐂𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞? 

Tante volte mi capita di assistere persone che sostengono di non aver mai manomesso il contatore e di essere estranei ai fatti.

E in effetti, può capitare che sia così.

Si pensi al caso in cui si subentri in un appartamento abitato, precedentemente, da altri inquilini che potrebbero aver manomesso il contatore o aver allacciato i cavi direttamente al punto di fornitura bypassando così il contatore.

In questi casi, ci sono delle attività utili a supportare una strategia difensiva che diventi solida nel processo penale.

Ciò avviene, tra l'altro, attraverso un lavoro di recupero di dati, sia presso l'ente distributore che presso l'ente fornitore, oltre all'eventuale supporto di testimonianze che diano atto di circostanze utili e che potrebbero risultare definitivamente risolutive, consentendo così di formulare una prognosi positiva per la persona a cui viene contestato il furto di energia elettrica.

Naturalmente, il primo consiglio utile è quello di prevenire: già nel momento in cui entrate nell'appartamento e chiedete l'attivazione di un contratto di fornitura di energia elettrica, pretendete che il distributore venga a controllare il contatore. 

Le ultime sentenze della Corte di Cassazione sul Furto di Energia Elettrica.

In questo breve paragrafo, citerò alcune delle più recenti ed interessanti sentenze emesse dalla Corte di Cassazione in tema di furto di energia elettrica. 

  • Cassazione penale , sez. V , 26/10/2020 , n. 54. 
    Nel reato di furto, l'aggravante dell'uso del mezzo fraudolento delinea una condotta, posta in essere nel corso dell'azione delittuosa, dotata di marcata efficienza offensiva e caratterizzata da insidiosità, astuzia, scaltrezza, idonea, quindi, a sorprendere la contraria volontà del detentore e a vanificare le misure che questi ha apprestato a difesa dei beni di cui ha la disponibilità. Sussiste la circostanza aggravante del mezzo fraudolento cui al n. 2 dell' art. 625 c.p. in fattispecie di allacciamento diretto alla rete elettrica mediante un cavo volante.
  • Cassazione penale , sez. V , 17/10/2019 , n. 392
    È configurabile il tentativo di furto aggravato di energia elettrica nel caso di manomissione della cassetta porta-contatore e dei cavi di alimentazione, trattandosi di atti che, valutati ex ante, risultano oggettivamente idonei all'impossessamento dell'energia elettrica e univocamente diretti, in assenza di altre spiegazioni plausibili, a evitare la registrazione dei consumi dell'agente.
  • Cassazione penale , sez. IV , 10/10/2019 , n. 43693
    In tema di furto di energia elettrica, lo stato di flagranza che consente l'arresto non presuppone che l'autore del furto sia sorpreso nell'atto di manomettere il contatore o di effettuare l'allacciamento abusivo, essendo sufficiente che la captazione di energia elettrica sia in corso e che la condotta integrante l'aggravante di cui all' art. 625, n. 2) c.p. sia stata preventivamente posta in essere per consentire l'impossessamento. 
  • Cassazione penale , sez. V , 05/04/2019 , n. 25821
    In tema di furto, il fine di profitto che integra il dolo specifico del reato va interpretato in senso restrittivo e cioè come finalità di ricavare dalla cosa sottratta un'utilità apprezzabile in termini economici-patrimoniali. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto insussistente l'elemento soggettivo del reato in un caso nel quale l'imputato aveva asportato due fusibili dalla scatola di derivazione elettrica di una saracinesca del magazzino dell'azienda dove lavorava e svolgeva l'attività di rappresentante sindacale, al fine di consentire ai colleghi di uscir fuori per porre in essere atti di protesta contro il datore di lavoro)

Se ti è stato utile questo articolo o se hai bisogno di altre informazioni contattami!

Oppure compila il form di contatto qui in basso rappresentandomi il tuo problema penale.

LEGGI ANCHE GLI ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI SUL MIO BLOG E TIENITI INFORMATO!