LA FRODE IN COMMERCIO PER I RISTORATORI: COME DIFENDERSI?

16.09.2019

Il cliente che riceve da mangiare un prodotto diverso da quello indicato sul menù o un prodotto surgelato (se non segnalato), potrebbe denunciare o sottolineare l'accaduto alle autorità: si tratta, infatti, di una condotta che integra il reato di frode in commercio, disciplinata dall'art. 515 del Codice Penale.
E di qui la domanda: cos'è la frode in commercio e come può difendersi il ristoratore?

SOMMARIO:

  • Cosa è la frode in commercio?

  • Chi può commettere la frode in commercio e in che modo?

  • Anche solo il potenziale inganno è idoneo a configurare la frode.

  • Una recente vicenda di cui si è occupata la Corte di Cassazione.

  • Come può difendersi il ristoratore nei processi di frode in commercio?


Cosa è la frode in commercio?

L'art. 515 del codice penale definisce la frode in commercio la condotta di chi, nell'esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico consegna all'acquirente una cosa mobile per un'altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita.

Chi commette questo reato è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a duemilasessantacinque euro.

Chi può commettere la frode in commercio e in che modo?

Dal momento che il codice non fa distinzione tra i beni, tutti i venditori sono soggetti a questa norma incriminatrice, anche i ristoratori.

Ed infatti, rientra nella nozione di bene mobile qualsiasi tipo di bene, anche il cibo somministrato da una attività di ristorazione.

L'interesse tutelato dall'art. 515 del codice penale è infatti la tutela del consumatore, attraverso il controllo del comportamento del commerciante e della sua attività commerciale.

Per questo, quando il ristoratore non indica talune delle informazioni che il consumatore ha il diritto di sapere, sono possibili le sanzioni di cui sopra.

Anche solo il potenziale inganno è idoneo a configurare la frode.

La Giurisprudenza ha chiarito che è idonea a configurare la frode in commercio anche la semplice offerta in vendita come fresca di alimneti surgelati, qualora la situazione prospettata sia idonea a trarre in inganno la clientela che ha la legittima aspettativa di vedersi venduto il pesce fresco.

La prospettazione capace di ingenerare un falso convincimento è, come evidenziato sopra, anche la semplice non indicazione del fatto che quel cibo sia surgelato. ad ingenerale

Una recente vicenda di cui si è occupata la Corte di Cassazione

Una vicenda accaduta in un ristorante di Milano. Intervengono i carabinieri a seguito di una segnalazione e dalle indagini risulta che il ristoratore utilizzava prodotti congelati non segnalati e prodotti differenti da quelli indicati nel menù.

Verificati perciò tutti gli elementi a disposizione, i giudici di merito hanno condannato il titolare poiché questi ha commesso "atti diretti in modo non equivoco a somministrare agli avventori prodotti diversi da quelli pubblicizzati nel menù.

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 36640/19 ha confermato la condanna comminata dai giudici di merito, nonostante il titolare del negozio abbia provato a difendersi attraverso la produzione di fatture che evidenziavano che il ristoratore si riforniva ogni giorno di alimenti freschi.

Come può difendersi il ristoratore nei processi di frode in commercio?

Non è possibile rispondere a questa domanda in maniera univoca. Molto dipende da qual è il tipo di contestazione e soprattutto dalla gravità indiziaria.

In alcuni casi, infatti, si può evitare una condanna.

E' possibile, infatti, che dagli atti emerga la palese innocenza del ristoratore o una grave una carenza indiziaria. In questi casi, la strada migliore potrebbe essere quella di affrontare il processo e puntare ad una assoluzione con formula piena.

Devo dire però che, nella mia esperienza, processi del genere sono istruiti molto bene sin dalle indagini preliminari. In siffatte situazioni, dunque, si può pensare di ricorrere a riti alternativi rispetto a quello ordinario: laddove possibile, per esempio, pensare a definire il procedimento attraverso la messa alla prova potrebbe essere la scelta migliore. In questo modo, anche attraverso la prestazione una attività di volontariato, per poco tempo, è possibile evitare la condanna, facendo estinguere il reato.

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