CURRICULUM CRIMINALE E AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI

23.09.2020

In questo articolo comprenderai se il "curriculum criminale" di una persona possa incidere (ed a quali presupposti e quali limiti), sulla concessione della misura alternativa dell'affidamento in prova ai servizi sociali.
Per curriculum criminale intendo l'insieme delle condanne riportate nel casellario giudiziale della persona che intende richiedere la misura dell'affidamento in prova come misura alternativa alla detenzione in carcere.

Ti è arrivato un ordine di esecuzione sospeso e vorresti chiedere la misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale?

Indice: 

  1. Cos'è l'affidamento in prova al servizio sociale e chi può ottenerlo.
  2. La condizione soggettiva del richiedente l'affidamento in prova al servizio sociale.
  3. L'affidamento in prova e i precedenti penali.
  4. Conclusioni.


Cos'è l'affidamento in prova al servizio sociale e chi può ottenerlo.

L'affidamento in prova ai servizi sociali è una misura alternativa alla detenzione: una persona condannata, dunque, a determinate condizioni (che di qui a breve ti dirò) può evitare di scontare la pena in un carcere ed espiarla in un regime di libertà assistita

Ciò consente di dare valore alla disposizione costituzionale che impone che la pena debba tendere alla rieducazione del condannato e consentire, così, il suo reinserimento nella società. 

Tendenzialmente può ottenere l'affidamento in prova la persona condannata ad una pena definitiva non superiore a quattro anni,  o il condannato in espiazione il cui residuo di pena, non sia superiore a quattro anni.

Le condizione soggettiva del richiedente l'affidamento in prova al servizio sociale.

Attraverso la misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale l'ordinamento ha inteso attuare una forma dell'esecuzione della pena esterna al carcere nei confronti di condannati per i quali, alla luce dell'osservazione della personalità e di altre acquisizioni ed elementi di conoscenza, sia possibile formulare una ragionevole prognosi di completo reinserimento sociale all'esito della misura alternativa.

I criteri ed i mezzi di conoscenza utilizzabili da parte del Tribunale di Sorveglianza per pervenire a tale positiva previsione sono indicati dalla dottrina e dalla giurisprudenza nel reato commesso, ineludibile punto di partenza, nei precedenti penali, nelle pendenze processuali nelle informazioni di polizia, ma anche, ed in pari grado di rilievo prognostico, nella condotta carceraria e nei risultati dell'indagine socio familiare operata dalle strutture di osservazione atteso che in queste ultime risultanze istruttorie si compendia una delle fondamentali finalità della espiazione della sanzione penale, il cui rilievo costituzionale non può in questa sede rimanere nell'ombra. 

I precedenti penali e l'affidamento in prova

Nel giudizio prognostico concernente la concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale devono essere valutati anche i procedimenti penali passati ed eventualmente pendenti a carico dell'interessato, al fine di pervenire ad una valutazione di fronteggiabilità della pericolosità sociale residua con gli strumenti dell'istituto indicato. 

Del resto, poiché non esiste una sorta di presunzione generale di affidabilità di ciascuno al servizio sociale, ma al contrario devono sussistere elementi positivi sulla base dei quali il giudice possa ragionevolmente "ritenere" che l'affidamento si riveli proficuo, appare evidente che - in relazione agli obiettivi di rieducazione e di prevenzione propri dell'istituto - la reiezione dell'istanza di affidamento può considerarsi validamente motivata anche sulla sola base delle informazioni fornite dagli organi di polizia e dai servizi sociali, quando esse, lungi dal dimostrare elementi certi del genere anzidetto, pongano in luce, al contrario, la negativa personalità dell'istante. 

In questo ambito, tuttavia, numerosi sono gli altri fattori da valutare per giungere al giudizio prognostico cui prima si è fatto cenno: 

  1. l'assenza di nuove denunzie;
  2. il ripudio delle condotte devianti del passato;
  3. l'adesione alle ragioni più profonde di valori socialmente condivisi;
  4. l'attaccamento al contesto familiare;
  5. la condotta di vita attuale;
  6. la congruità della condanna;
  7. l'eventuale buona prospettiva risocializzante.

Conclusioni.

In definitiva, posso dire che se da un lato il Tribunale di Sorveglianza, nel valutare se una persona potrà espiare la sua pena in affidamento in prova al servizio sociale, dovrà necessariamente tenere in considerazione i precedenti penali (curriculum criminale) di un soggetto, dovrà parimenti tenere conto del suo radicale cambiamento di vita e non potrà lasciarsi influenzare negativamente dal mero dato oggettivo della presenza di numerose condanne nel suo casellario giudiziale. 


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