415 bis c.p.p: L'AVVISO DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI

28.06.2020

In questo articolo del blog affrontiamo il tema dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, previsto dall'art. 415 bis c.p.p.: vedremo in sostanza che cosa è, quali sono i suoi presupposti e quali sono le attività che chi lo riceve può mettere in campo per difendersi. Guarda anche il video, per avere ancora più chiarezza sull'argomento.


Se hai ricevuto un avviso di conclusione delle indagini ed hai bisogno di saperne di più non esitare a contattarmi.

Cosa è l'avviso di conclusione delle indagini preliminari.


L'avviso di conclusione delle indagini Preliminari è un atto che serve a garantire il diritto di difesa di una persona che è sottoposta ad un procedimento penale.
Quando il Pubblico Ministero si convince che è stato commesso un reato e che questo reato lo abbia commesso tu, la legge gli impone che ti notifichi l'avviso di conclusione delle indagini, previsto dall'articolo 415 bis del Codice di Procedura Penale. Come comprenderai già solo dal nome di questo atto, si tratta di un avviso con il quale il Pubblico Ministero ti mette a conoscenza dell'esistenza di un procedimento penale nel quale sei coinvolto nella qualità di indagato e che le indagini per questo procedimento sono concluse: cioè, il pubblico ministero ha raccolto tutti gli elementi che erano per lui utili ed ha formalizzato un'accusa nei tuoi confronti.
In questo atto, ti sarà spiegato, attraverso il capo di imputazione, qual è il reato che si ritiene che tu abbia commesso e quali sono i fatti a cui quel reato si riferisce.
Immagina per esempio che la contestazione possa essere quella di una diffamazione a mezzo social network:
in questo caso, il capo di imputazione reciterà: lei, sig. Tal dei Tali è indagato per il reato di diffamazione per aver postato su un social network la seguente frase diffamatoria all'indirizzo di pinco pallino e questa frase l'hai postata in data 1 ottobre 2019.

Il contenuto dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Abbiamo già visto che l'avviso di conclusione delle indagini deve contenere un capo di imputazione e cioè in sostanza un preciso sunto dei fatti su cui si fonda l'accosa. Questo forse è il contenuto più importante di questo atto.
Però il codice dispone che siano dati degli ulteriori avvisi all'indagato:
Il primo è l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.
Il senso di questo avviso è chiaro: l'avviso di conclusione delle indagini serve a consentire all'indagato di difendersi sin dalla fase delle indagini. Ma se io non ho contezza degli atti sui quali si fonda l'accusa non potrei mai difendermi in maniera adeguata.
Inoltre, l'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni dalla notifica:

  • di presentare memorie;
  • di produrre documenti;
  • di depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore;
  • di chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine;
  • di chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

Tra l'altro, è precisato che se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve necessariamente disporlo perché altrimenti tutti gli atti successivi sarebbero nulli.

Le attività difensive a seguito della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Assodato che l'avviso di conclusione delle indagini preliminari è un atto a garanzia del diritto di difesa dell'indagato, è chiaro che tutte le azioni successive devono essere finalizzate a far cambiare idea al pubblico ministero.
Ed allora, appena dopo aver estratto copie degli atti del fascicolo del Pubblico Ministero, potrà essere necessario, per evidenziare l'errore in cui è caduto il PM, depositare una memoria o chiedere un interrogatorio per meglio chiarire i fatti.
Nella maggior parte dei casi, infatti, le accuse si formano senza acquisire elementi a favore degli indagati: poniamo il caso che tu sia sottoposto ad indagini per il reato di maltrattamenti in famiglia, perché tua moglie o tuoi figli hanno denunciato delle condotte abituali di ingiurie, minacce e quant'altro: in questo caso, l'accusa verrà mossa acquisendo nella maggior parte dei casi solo ed esclusivamente le dichiarazioni di tua moglie e dei tuoi figli. In questi casi è opportuno più che mai far sentire immediatamente la tua voce nel procedimento penale, rilasciando la TUA versione dei fatti, chiedendo magari anche che vengano ascoltati altri soggetti, altre persone che siano a conoscenza della tua situazione familiare affinché il PM abbia un quadro più preciso e si ravveda rispetto alla specifica contestazione che sta muovendo nei tuoi confronti.

Conclusioni

L'avviso di conclusione delle indagini preliminari è un atto fondamentale per il diritto di difesa dell'indagato, perché gli consente di interloquire con il pubblico ministero, spiegare la sua versione dei fatti, depositare documentazione a supporto della sua versione dei fatti e chiedere ulteriori indagini. Tutte attività, queste, utili ad evitare l'ulteriore stress e l'ulteriore preoccupazione di un processo penale.
Quello della conclusione delle indagini è dunque un momento cruciale per l'indagato, perché, da un lato, potrebbe ottenere sin da subito l'archiviazione del procedimento, ma pure laddove ciò non fosse, potrà sin da quel momento cominciare a porre le basi per la sua successiva assoluzione nella fase processuale.

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Art. 415 bis. c.p.p.

Avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari

1. Prima della scadenza del termine previsto dal comma 2 dell'articolo 405, anche se prorogato, il pubblico ministero, se non deve formulare richiesta di archiviazione ai sensi degli articoli 408 e 411, fa notificare alla persona sottoposta alle indagini e al difensore nonché, quando si procede per i reati di cui agli articoli 572 e 612-bis del codice penale, anche al difensore della persona offesa o, in mancanza di questo, alla persona offesa avviso della conclusione delle indagini preliminari.
2. L'avviso contiene la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto con l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.
2-bis. Qualora non si sia proceduto ai sensi dell'articolo 268, commi 4, 5 e 6, l'avviso contiene inoltre l'avvertimento che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di esaminare per via telematica gli atti depositati relativi ad intercettazioni ed ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche e che hanno la facoltà di estrarre copia delle registrazioni o dei flussi indicati come rilevanti dal pubblico ministero. Il difensore può, entro il termine di venti giorni, depositare l'elenco delle ulteriori registrazioni ritenute rilevanti e di cui chiede copia. Sull'istanza provvede il pubblico ministero con decreto motivato. In caso di rigetto dell'istanza o di contestazioni sulle indicazioni relative alle registrazioni ritenute rilevanti il difensore può avanzare al giudice istanza affinchè si proceda nelle forme di cui all'articolo 268, comma 6.
3. L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi.
4. Quando il pubblico ministero, a seguito delle richieste dell'indagato, dispone nuove indagini, queste devono essere compiute entro trenta giorni dalla presentazione, della richiesta. Il termine può essere prorogato dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta dei pubblico ministero, per una sola volta e per non più di sessanta giorni.
5. Le dichiarazioni rilasciate dall'indagato, l'interrogatorio del medesimo ed i nuovi atti di indagine del pubblico ministero, previsti dai commi 3 e 4, sono utilizzabili se compiuti entro il termine stabilito dal comma 4, ancorchè sia decorso il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice per l'esercizio dell'azione penale o per la richiesta di archiviazione.