Articolo 99 Codice Penale

Recidiva (1) (2).

[I] Chi, dopo essere stato condannato per un delitto non colposo, ne commette un altro [12, 106], può essere sottoposto ad un aumento di un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto non colposo.

[II] La pena può essere aumentata fino alla metà:
1) se il nuovo delitto non colposo è della stessa indole [101];
2) se il nuovo delitto non colposo è stato commesso nei cinque anni dalla condanna precedente;
3) se il nuovo delitto non colposo è stato commesso durante o dopo l'esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all'esecuzione della pena [151, 172, 173, 176, 179].

[III] Qualora concorrano più circostanze fra quelle indicate al secondo comma, l'aumento di pena è della metà [151, 172, 173, 176, 179].

[IV] Se il recidivo commette un altro delitto non colposo, l'aumento della pena, nel caso di cui al primo comma, è della metà e, nei casi previsti dal secondo comma, è di due terzi [151, 162-bis, 172, 173, 176, 179].

[V] Se si tratta di uno dei delitti indicati all'articolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, l'aumento della pena per la recidiva è obbligatorio e, nei casi indicati al secondo comma, non può essere inferiore ad un terzo della pena da infliggere per il nuovo delitto (3).

[VI] In nessun caso l'aumento di pena per effetto della recidiva può superare il cumulo delle pene risultante dalle condanne precedenti alla commissione del nuovo delitto non colposo.

Note:

(1) Articolo da ultimo così sostituito dall'art. 4 l. 5 dicembre 2005, n. 251. Il testo dell'articolo, come precedentemente sostituito dall'art. 9 d.l. 11 aprile 1974, n. 99, conv., con modif., nella l. 7 giugno 1974, n. 220, era il seguente: «[I] Chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro, può essere sottoposto a un aumento fino ad un sesto della pena da infliggere per il nuovo reato. [II] La pena può essere aumentata fino ad un terzo: 1) se il nuovo reato è della stessa indole; 2) se il nuovo reato è stato commesso nei cinque anni dalla condanna precedente; 3) se il nuovo reato è stato commesso durante o dopo l'esecuzione della pena, ovvero durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all'esecuzione della pena. [III] Qualora concorrano più circostanze fra quelle indicate nei numeri precedenti, l'aumento di pena può essere fino alla metà. [IV] Se il recidivo commette un altro reato, l'aumento della pena, nel caso preveduto dalla prima parte di questo articolo, può essere fino alla metà e, nei casi preveduti dai numeri 1 e 2 del primo capoverso, può essere fino a due terzi; nel caso preveduto dal numero 3 dello stesso capoverso può essere da un terzo ai due terzi. [IV] In nessun caso l'aumento di pena per effetto della recidiva può superare il cumulo delle pene risultante dalle condanne precedenti alla commissione del nuovo reato».
(2) In tema di contrabbando v. art. 296 d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43; in tema di reati attribuiti alla competenza del giudice di pace v. art. 52 d.lg. 28 agosto 2000, n. 274; in tema di sanzioni applicabili agli enti per illeciti amministrativi dipendenti da reato v. art. 20 d.lg. 8 giugno 2001, n. 231.
(3)La Corte cost., con sentenza 23 luglio 2015 n. 185, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma, limitatamente alle parole «è obbligatorio e».