Articolo 56 Codice Penale

Delitto tentato.

[I]Chi compie atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica (1).

[II]Il colpevole di delitto tentato è punito: [con la reclusione da ventiquattro a trenta anni, se dalla legge è stabilita per il delitto la pena di morte] (2); con la reclusione non inferiore a dodici anni, se la pena stabilita è l'ergastolo; e, negli altri casi, con la pena stabilita per il delitto, diminuita da un terzo a due terzi.

[III]Se il colpevole volontariamente desiste dall'azione, soggiace soltanto alla pena per gli atti compiuti, qualora questi costituiscano per sé un reato diverso.

[IV]Se volontariamente impedisce l'evento, soggiace alla pena stabilita per il delitto tentato, diminuita da un terzo alla metà (3)(4)

Note:

1. Per un deroga a questa disposizione, si veda l'art. 74, L. 17 luglio 1942, n. 907, sul monopolio di sali e tabacchi. Vedi anche l'art. 293, D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, in materia doganale e l'art. 8, L. 18 febbraio 1987, n. 34.

2. La pena di morte per i delitti previsti dal codice penale è stata abolita con l'art. 1 del D.Lgs.Lgt. 10 agosto 1944, n. 224, che ad essa ha sostituito la pena dell'ergastolo.

3. La pena di morte per i delitti previsti dal codice penale è stata abolita con l'art. 1 del D.Lgs.Lgt. 10 agosto 1944, n. 224, che ad essa ha sostituito la pena dell'ergastolo.

4. La Corte costituzionale, con sentenza 27 giugno-4 luglio 1974, n. 208 (Gazz. Uff. 10 luglio 1974, n. 180), ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità del presente articolo, in riferimento all'art. 3 Cost.