Articolo 22 Codice Penale

Ergastolo (1).


[I]. La pena dell'ergastolo [1, 2 coord.] è perpetua, ed è scontata in uno degli stabilimenti (2) a ciò destinati, con l'obbligo del lavoro e con l'isolamento notturno [29, 32, 36].

[II]. Il condannato all'ergastolo può essere ammesso al lavoro all'aperto (3).

Note:

(1) In origine l'articolo constava di un terzo e di un quarto comma. Tali due commi abrogati dall'art. 1, l. 25 novembre 1962 n. 1634 erano così formulati: «[III]. Il Ministro della giustizia può disporre che l'esecuzione della pena abbia luogo in una colonia o in un altro possedimento d'oltremare. [IV]. Il condannato, che sconta la pena in una colonia o in un altro possedimento d'oltremare, può essere ammesso al lavoro al l'aperto, anche prima che sia trascorso il termine indicato nel primo capoverso». La Corte cost., con sentenza 28 aprile 1994, n. 168, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli artt. 17 e 22 «nella parte in cui non escludono l'applicazione della pena dell'ergastolo al minore imputabile». Su tale sentenza, v. anche sub artt. 69 e 73.

(2) Ora istituti penitenziari ad opera della l. 26 luglio 1975, n. 354, nonché gli artt. 110 e 111 d.P.R. 30 giugno 2000, n. 230.

(3) Comma così sostituito dall'art. 1, l. 25 novembre 1962 n. 1634. Il testo originario recitava: «Il condannato all'ergastolo, che ha scontato almeno tre anni della pena, può essere ammesso al lavoro all'aperto».